domenica 10 aprile 2011

L'abilità sociale

Per abilità sociale si intendono tutte quelle competenze sociali che contribuiscono all'efficacia dell'individuo nel trattare con gli altri; tra queste troviamo la capacità di gestire le emozioni delle altre persone.

«Essere in grado di gestire le emozioni altrui è un'abilità fondamentale nell'arte di trattare le relazioni interpersonali.» p. 141
L'autocontrollo e l'empatia sono i pilastri principali sui quali sviluppare l'abilità sociale:
«Riuscire a controllare le emozioni di qualcun altro - l'arte raffinata delle relazioni - richiede la maturità di altre due capacità emozionali, l'autocontrollo e l'empatia.» p.142 

lunedì 21 marzo 2011

Norme di espressione

«Paul Ekman usa il termine norme di espressione per indicare il consenso che prescrive quali sentimenti possano essere esibiti in modo appropriato, e quando.» p. 142

Si possono riconoscere almeno tre tipi fondamentali di norme di espressione:
  1. minimizzare l'esibizione delle emozioni;
  2. esagerare l'esibizione delle emozioni;
  3. sostituire un'emozione con un'altra.

Le norme d'espressione sono in un qualche modo imposizioni culturali, infatti è molto facile che intere regioni mostrino le stesse norme d'espressione.
Nelle relazioni con gli altri è quindi importante sapere che le espressioni sono alterate e in modo forse anche diverso dal nostro.

mercoledì 9 marzo 2011

Psicopatico o sociopatico

Una vita senza empatia è alla base di molti comportamenti criminali, rendendo possibile una separazione netta tra il soggetto criminale e le proprie vittime.
«L'insensibilità verso il dolore delle proprie vittime consente a questi soggetti di mentire a se stessi, incoraggiando così il proprio comportamento criminale.» p.135
In psichiatria questi individui sono catalogati come psicopatici:
«Gli psicopatici sono tipi interessanti, notoriamente del tutto privi di rimorso anche per gli atti più crudeli e spietati. La psicopatia, ossia l'incapacità di sentire empatia o compassione di sorta, e anche rimorsi di coscienza, è uno dei disturbi emozionali più sconcertanti.» p. 137

lunedì 27 settembre 2010

Empatia ed etica

Empatia ed etica hanno un legame profondo, che nasce nel momento in cui un soggetto formula un giudizio morale su un altro individuo. Molto spesso, quest'ultimo non è una persona reale, ma una vittima potenziale della questione morale. Ad esempio la caccia; il razzismo; la pena di morte; l'aborto; etc.

«Spesso l'atteggiamento empatico entra in gioco quando si formulano giudizi morali, in quanto i problemi etici comportano la presenza di vittime potenziali.» p. 133

sabato 31 luglio 2010

Antipatia

«Provare un sentimento insieme a un altro essere umano significa essere emozionalmente partecipi. In questo senso, l'opposto di empatia è antipatia.» p. 133

Rispecchiare

«Rispecchiare è il termine usato da alcuni teorici della psicoanalisi per riferirsi al terapeuta che riflette al cliente la comprensione del suo stato interiore, proprio come fa una madre in sintonia con il proprio bambino.» p. 130
Questo è uno dei modi usati per correggere i deficit di sintonia emotiva nell'infanzia.

giovedì 29 luglio 2010

Sintonizzazione emotiva

Per sintonizzazione emotiva si intendono tutti quei momenti di vita, specialmente tra genitori e figli, e
«che consentono al bambino di sapere che le sue emozioni incontrano l'empatia dell'altro, sono accettate e ricambiate». p. 128

La responsabilità che un genitore ha nella crescita emotiva dei propri figli è molto alta:
«gli infiniti momenti di sintonizzazione e desintonizzazione fra genitori e figli plasmano le aspettative emotive che gli adulti immettono nel rapporto». p.128

La sintonizzazione è molto attiva nella relazione madre-figlio, ma può essere presente anche nell'età adulta nel fare l'amore, che:
«implica la percezione dello stato soggettivo dell'altro: la condivisione del desiderio, un'armonia di intenzioni, e un'attivazione reciproca sincronizzata». p.129

Il costo della mancata sintonizzazione tra genitori e figli è molto alto:
«Quando un genitore non riesce mai a mostrare alcuna empatia con una particolare gamma di emozioni del bambino - gioia, pianto, bisogno di essere cullato - questi comincia a evitare di esprimerle, e forse anche di provarle.» p. 129

Questa situazione provoca un impoverimento del bambino, che ne segna pesantemente la crescita emotiva. Peggio ancora è quando la madre esprime sentimenti negativi, che il bimbo riflette e fa propri, pur di trovare una sintonia emozionale con il proprio genitore.

Alcuni studi sembrano provare che una infanzia segnata dalla trascuratezza emozionale, quale quella di un bambino che salta da un orfanotrofio all'altro, sia precursore di delitti efferati compiuti poi in età adulta.
Viceversa, un bambino che subisce forti violenze emotive porta con se il seme di una forte empatia emozionale che svilupperà una volta diventato adulto.

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